stimolata dal caro nicola, nonché succube di una mia stessa, logorroica,
auto-discussione, cito un parolar prezioso:

venite, polcel’ amorosi

venite, porcel’ [*] amorosi,
madona, vinit a la dansa,
mostrati la vostr’alegranza
sì como vu siti zoiosi.

venite polzel’ a balare,
fazando la rota venir:
la zent fariti alegrari;
mostrati lo vostro savie.
[……]

Doni, donzelli, gardati
che ven l’alegra stason:
venite, la dansa balati,
far lo devit per radon!
[…….]

Dansa de grande valore,
van’ a quel’alta donzella:
SALUA LA FLOR DEL LI FLORI,
CHE VEGN’A LA DANSA NOVELA;
e be’ lo dé far per so onore,
quella resplendente stella.
POI CH’EL’E’ FLOR D’OGNE BELLA,
PER DE’, NO SEN FAZA PRIGARI:
VEGN’A LA ROT’A BALARI
DA TUTA ZENT DESIDROSI!

[*] in cui “polcel’ ” indicherebbe le care “pulzelle” … che tutti noi desideriamo “danzanti”!!
ringrazio la preziosa poesia popolare del duecento, chi me la fece conoscere, e la cara danza, così innata, e sempre, nei secoli, acclamata!
la danza femminile è un tema caro … le movenze femminili dovrebbero, quantunque, sempre ricordarla …
peccato che la mia fisicità, e le mia goffa castroneria, spesso me lo impediscano!!
oh, gosh!
DESIDERO DANZARE CON GRAZIA!!
forse la cara nina può insegnarmi …
così giovane, eppur così graziosa ed elegante!!

grazie lettori, per la rinnovata pazienza!

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