benritrovati, miei pazienti lettori!
“pazienti” nel senso vero e proprio del termine, ovvero dolenti, afflitti dal centellinare della difficoltosa opera di interpretazione filologica che richiede il mio scritto …
ieri stesso, per motivi, ahimè, lavorativi, mi ritrovai, ad esempio, con una cara collega [cara poiché da tempo compagna di avventure, cara poiché, come me, psicosomaticamente cancerina, … cara perché riusciamo, anche sul lavoro (o almeno lo spero, e comunque, da parte mia, si), a rimanerci care] a rileggere un capitolo che accozzammo insieme last year e che si colloca in una pubblicazione che [udite bene!] troverà collocazione [ebbene si …] a scaffale, that means in vendita!!
ammazza … cioè, il nostro capitolo sta per andare infine in stampa e noi, nel rileggerlo, ci accorgiamo del marasma magmatico punteggiaturiforme e parentesistico di cui lo avevamo costellato!!
haimè, questa è sicuramente opera mia!! NO DOUBT!!
vabè, dai, ci sarà di peggio …
la realtà è che, … in realtà, tu pensi di non stare pensando a niente, ma poi, quando scrivi, i pensieri saltano tutti improvvisamente fuori, ESPLODONO, e tu, con i tuoi inesperti-di-tastiera- polpastrelli, non riesci a stare dietro a quegli sfreccianti pensieri … ti saettano intorno!qualcuno lo schivi, qualcuno lo acchiappi bene, … nel frattempo gli altri ti centrano [non sempre è piacevole!] everywhere!!
la nina comincia a preoccuparsi di questo mio ebefrenico dimenarmi tra sgabello e tastiera [nel frattempo sto anche cercando di appendere un paio di scarpe, come mi hanno di recente insegnato*, ai cavi della corrente dirimpetto il mio davanzale, … tanto per non sentirmi troppo statica …], e approfitta della mia distrazione per addentare un mio paio di calze dallo stendono e trascinarlo per tutta la casa …[fortuna che almeno lei passa lo straccio per terra … se il pavimento aspettasse me … gosh!]
OMMAMMAMIA-MI-SONO-PERSA!
scusate, non ricordo più cosa volevo scrivere … […è successo ancora!]
la nina mi dice: “prova a rileggere il titolo, stordita, vedrai che ti tornerà in mente!”
ha ragione …, ma per allontanare quell’aria di supponente superiorità da quel suo bel musetto baffuto … le lancio qualche tappino, così si allontana, impazzita, lanciandosi, come un morbido razzetto peloso, per afferrarlo al volo …
ah, se non ci fosse la mia nina!!
lei si che è un piccolo batuffolino affettuoso che mi attende, con la coda dritta e il naso in sù, sullo zerbino … e che, quando torno da una giornata di lavoro … mi accoglie sulla porta con un enorme sbadiglio-fagogita-aria … quasi a dirmi: “ciao, mami! ma dove sei stata?! sai io, nel frattempo, mi sono fatta una bella dormitina! sono stata bene oggi, nella casina dei tatéini!” … e attenuare così i miei fortissimi sensi di colpa per quando la lascio troppo ore in casa da sola …
e allora ci abbracciamo, ci coccoliamo, e pomiciamo un po’ sul lettone …
ops, scusate … forse questa immagine della pomiciata post-work con la nina non è poi così gradevole per gli spettatori/lettori…
perdonate l’ntusiasmo materno nei confonti della pelosa bestiola …
tornando a noi, beh, che volevo dire?!
ah, beh, sicuramente salutarvi e ringraziarvi per essere ancora qui, … e poi comunicarvi semplicemente che
SE IL LAVORO CERCA DI RISUCCHIARMI
… io scivolerò come una saponetta bagnata,
o come un’oliva verde intera che schizza via dall’appuntita forchetta …

si, miei cari lettori,
così io mi libererò
e il tempo, ed i pensieri,
per voi troverò.

* [si legga ben]

 

 

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