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noi ci lamentiamo, ma … pensate ai poveri uccellini!!
e ai poveri animaletti tutti, all’addiaccio, con questo freddo!
e va bene che loro hanno il pelo e il letargo, ma di sicuro stiamo molto meglio noi (noi, I FORTUNATI!) nelle nostre casette calde, con i nostri deliziosi micini, i nostri piccoli amori, le nostre care amichette e i nostri racconti davanti al camino!
a proposito, ecco per voi il mio primo DONO D’INVERNO

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il cappelletto
un delizioso capellettino, creato dalla vostra tateina in una rezdora serata tra chiacchiere, camini e grembiuli della nonna!
ringrazio le care ragazze che mi guidarono nell’ardua impresa creativa!

ricordi d’infanzia,
rinnovate esperienze
delle mani che impastano
(e arricciano pensieri)
di gialle, tiepide uova

PIU’ CAPPELLETTI PER TUTTI!!

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cari miei lettori, guardo la nina e penso: “per fortuna che ci sei tu!”
… guerdo lo schermo e, rivolgendomi a voi, penso: “per fortuna che ci siete voi!”
cioè io, che mi rivolgo ad un inerte coso vetroso, luminoso e metallico e …
e lo ricolloco [caro il mio confessionale privato] neanche fosse la mia ultima chance pre-notturna di dare-un-senso?!
proprio non ci siamo, …!!
occhio, QUESTI VOGLIONO RISUCCHIARCI TUTTI … !!
io tremo, se penso alle nodose mani in cui stanno finendo, schiacciate, tutte le mie [forse anche le vostre …] povere, sacrosante, idee…
cerchiamo di tenere sempre alti i morali, di proporci con un sorriso, di non fare pesare agli altri le nostre situazioni, e poi, …
e poi, ogni tanto …  il più puro sconforto …
sconforto ingiusticicato…?!
sconforto in cui mi riducono, talvolta, sconfortata e PROSCIUGATA-di-senso …
momento di vuoto e violenza gratuita fatta alle menti delle persone che si impegnano, e che cercano sempre di proporsi al meglio, di erigere idee, di costruire cose …

ma lo scoforto è effimero,
PERCHè LA FORZA è LA NOSTRA FORZA .
le nostre idee rimarranno,
mentre i vostri portafogli e le vostre supponenze si scioglieranno in un tombino, alla prima pioggia …!
ABBASSO CHI NON HA RISPETTO
viva chi sostiene le energie positive, le relazioni, il tutto che ci permea EQUAMENTE tutti,
e viva chi onora le possibilità, multiple, che l’uomo possiede.

scusate lo sfogo.
speriamo che ogni tanto qualcuno cada dalla sedia,
illeso,
per farci finalmente sorridere tutti.
ricostruire insieme le sedie rotte
sarà il nostro vanto
di nuova unione.

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Un ringraziamento speciale al nonno bonfiglio, del ’19, per avere affrontato sette anni di prigionia sotto gli inglesi, otto figli, le lotte degli anni cinquanta, la disoccupazione,  … per non essersi mai lamentato, e, soprattutto, per essere ancora qui per raccontarcelo.
Un grazie anche alla nonna piera, che lo accompagnò, attendendolo nei campi sotto i bombardamenti, sostenendolo [e … dandogli una marea di figli!] nel corso della sua vita!!

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… bombe sulla città … what a photo!

ragazzi! [altrimenti detti lettori]
questa ve la devo proprio raccontare!
insomma , io e il tateino ci aggiriamo in macchina, in un pomeriggio che per me è di proto-libertà… per acquisto di regali per la casa e aperitivi …
il gruppo dei ragazzi aperitivisti è in realtà in super paranoia per una riunione serale di lavoro, che sembra intenzionata a metterli tutti, lavorativamente, con le spalle al muro …
io cerco di ricoprire, nella discussione, un ruolo di mediatrice, e di fornire i consigli più saggi possibile [vista la mia miserrima, e piuttosto servilistica, esperienza lavorativa] …
insomma, per tentare di sollevare il consorte dai pensieri lavorativi, decido bene di condurlo al loco a lui più ameno, altresì detto la pizzeria!!
complici l’atelier del gusto e la birra, seduti a tavolini, ci confrontiamo sulle nostre, già semi-ciucche, vedute del mondo …
nel tornare verso casa, da cui il tateino avrebbe preso la sua prossima-alla rottamazione-golf-GTI-assolutamente-da-tamarro, io, nel guidare, dico:
“dai, tetein, allungo di poco la strada, e passodavanti alla mia-IN-ASSOLUTO-SECONDA-CASA-PREFERITA [la prima tra tutte si colloca, ad angolo, tra via gorizia e via calatafimi, ha uno splendido giardino in stile mary-nel-giardino-dei-misteri- ed è, assolutamente, per noi, out of budget… ma io la adoro! … è inoltre abitata da una stranissima signora in pataia blu e lunghi capelli grigi, che sembra quasi una sqaw anziana e contemporanea … che in realtà temo di avere realmente visto solo io … e quasi comincio a pensare che ella sia un’estensione temporale della mia fisicità e, che proprio per questo, posson vederla solo io!
… vabè … bando alle ciance, un giorno, a voi infausto, vi racconterò anche della grigio-azzurra signora di via calatafimi …]
ok, scusate,mi sono persa …
… insomma, io e il tateino transitiamo, in C1, al rallenty, davanti alla casa in questione che, più che una casa vera e propria, sembra uno dei quei casermoni-da-colonia dei vecchi tempi, ma in realtà è in color verdone, con rifiniture bianche englih style e una sorta di cavedio-studio-angolare con vetrata che a me fa letteralmente IMPAZZIRE!!
insomma, transitiamo in slow motion, con le canappie affacciate al finestrino, e becchiamo ‘sto signore in giacca e occhialetti, che, la macchiana accesa (i fanali splalancatamente accesi), fa per entrare nella casa
al che io, LA-SENZA-VERGOGNA, decido di porgli alcune domande sulla casa stessa e, nello specifico, sul suo futuro … esplicitandomi come una desiderosa acquirente, che tutto del destino di quel casermone (con tanto di fontanella con angioletti ricoperti di muschi and all) voleva conoscere …
al che la domanda esce, sicura, dal mio labiale: “ma … lei abita qui?!”
“beh, si, la casa sarebbe mia …”
CENTRATO!!
dopo anni di attesa, credendo vivamente che il casermone fosse disabitato ed irrecuperabilmente agibile, … mi trovo a disconnettere [accompagnata dal naso, non indifferente, del tateino, che cerca di accompagnarsi al mio, alla guida, nello sbucare dal finestrino] con il proprietario della mia casa-in-assoluto-quasi-preferita … disconnettiamo insieme e dialoghiamo di stufe al pellet e degli assurdi prezzi dell’energia in itlaia, … al che gli stringo ripetutamente la mano, e continuo, al limite dello stalking e della molestia, a dirgli che io VORREI VIVERE ASSOLUTAMENTE LI!!
e, nello specifico, in quella che scopro essere la sua residenza: l’appartamento ad angolo con vetrata e rampicanti, che mi fa, ogni volta che lo vedo, immaginare di poter vivere lì, quasi residente in una narrativa-da-scaffale, e non nella vera realtà
un telefono squilla e la riunione del tateino ci riporta, ahimè, al reale … deve andare alla riunione di lavoro [quella a cui, temo, per ingordigia, molte teste (non la sua) cadranno …]
mentre scrivo sono tutti ancora lì
…io e la nina, che è qui con me, ci auguriamo, per lui e per i suoi compagni-di-viaggio, il meglio.
nel frattempo sogniamo insieme la casa dei sogni … *

incontri incredibili
avvengono anche nella realtà
basta invitarli,
qualche volta,
a farci visita
nel reale

VIVA IL QUARTIERE
E VIVA NOI
CHE LO VIVIAMO SEMPRE,
NONOSTANTE LE TRIVELLANTI DIFFICOLTA’,
COME FOSSIMO AL MARE!

* ogni episodio che legge è tratto dalla più pura e sincera realtà … non per questo insindacabile, ma sempre discutibile.

“però potevi già che c eri farci vedere
anche il mitico teatrino shabby chic”
incita,
in un precedente commento, il nostro simo-design!!
beh, eccoti accontentato!!

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lascio una traccia del passaggio di cappuccetto nel teatrino …
saprete tutti ormai che quando conobbi il tatèìno ero vestita così;
non vi faccio quindi un mistero dell’affetto che provo per questo personaggio-narrativo-di-rosso-vestito
ne approfitto inoltre per leggervi un haiku a tema …
[non era quello che cercavo, ma mi sembra comunque appropriato…]

common red poppies
planted by the wind, drunk with
spring days and sunshine
 *

*cito tiny topaz

ciao da tateina, little nina e cappuccetto [tatèìno is lying on the sofa …]

ma di chi sono questi fari nella notte?!
altrimenti detti “quattro fanali in giardino”?!
è super-nina, la nostra adorata eroina, che si incontra/scontra con gli altri super eroi felini del quartiere …
il grigione e la adorata sono qui che si contendono uno sguardo, un respiro,
e che immobili si muovono,
dilatati nel tempo,
statici nella posa

mai visto uno “stare fermi” così dinamico!!
e noi, che non abbiamo mai il tempo dell’attesa, mai la pazienza dello sguardo e dell’ascolto!!

beh, insomma, io porto giù la mia nina (che ormai buca lo schermo visivo della porta alla velocità della luce [tempistica degna della super eroina, quale è]) e mi metto a caricare e scaricare e trasportare materiali, di discutibile genere/forma/colore, dalla cantina alla mitica C1! … la nina nel frattempo esplora qualche filo di verde, annusa cortecce e si lancia in una qualsivoglia, autistica, rincorsa …
essendo anch’io ebefrenicamente autistica [tale gatto, tale padrone, dice il saggio], seguo pure io il filo rosso dei miei pensieri, finché mi ritrovo nel costipato-di-assurdi-materiali-garage-dei-tatéìni, e mi imbatto in un teatrino ligneo ereditato da una scuola [e che deve risalire, indicativamente, a metà ottocento …], che, non so bene per quale ragione, avevo pensato bene di portarmi at home, invece di accompagnarlo alla sua, dignitosissima, DISCARICA!!
presa dall’entusiasmo del recente ritrovamento, ricordandomi prontamente di avere, in precedenza, deciso di restituire, all’oggetto in questione, una sua dignità contemporanea, penso bene di ridipingerlo di bianco, … per riporlo  così a nuova vita, teatrino rinnovato, interprete di narrazioni più contemporanee di quelle che [la prediletta]  jo march improvvisava, con le sorelle, nel salotto di casa sua …
beh, come una sfegatata (dimentica delle luci accese, della porta della cantina lasciata aperta e della portiera della C1 lasciata a mezz’asta [probabilmente con ancora le chiavi inserite nella toppa della portiera, con appeso un cartello con su scritto “rubami, mi raccomando, sono l’auto che fa per te!”] inizio a ridipingere di bianco il suddetto teatrino (di dimensioni circa di un buon mezzo metro per lato, giusto per rendervi l’idea … ) e mi dimeno e mi agito, sporcandomi ovunque, e nel frattempo, di tanto in tanto, richiamo la cara felina … non mi fido, infatti, a lasciare tutta sola quella carineria-di-batuffolo-di-pelo-profumato troppo al lungo …
la carina, che si dimostra sempre molto obbediente ed affettuosa, dopo avere cautamente esplorato il garage nei dettagli, muovendosi sinuosamente con coda e beccuccio-in-suso, decide di intraprendere alcuni viaggi in esterno [dicasi anche: “i prati di casa”].
la favorita-tra tutte [“nome in codice: nina”] è facilmente rintracciabile nei suoi spostamenti grazie al tintinnare del campanellino che le ho infilato al collo (meramente teso a tutelarla dalla scomparsa, dato che il collarino reca il numero telefonico della sottoscritta, e viene inserito nel delicato collo della bestiola solo nei momenti di libera uscita, onde tutelare la preziosa compattezza del mio piccolo nucleo familiare [formato, appunto, dai tatèìni + nina].
ad un tratto, né il campanello, né i sottili passi della dolce nina rispondono più ai miei richiami … “Nina??!! Ninetta Bbella!! Ninaaaaa!!! Niniiiiiiii!!!” chiamo allora io, allarmata.
la dolce pelosità non accenna a rientrare nell’ormai-sprizzato-ovunque-di-bianco-garage-dei tatèìini … repentina, già in preda a preoccupata ansia materna, dirigo naso/occhi/orecchie fuori dal suddetto, amplificato, loco metallico, in cerca de la bellina
… ed ecco, a me la scena: il-pelosone-grigione e di nina-la carina!!
eccoli, in front of me, i due supereroi felini del quartiere, osservati da un’imbiancata tateina, scrutarsi, separati solo da qualche pianta e da un verde cespuglio.
mi chiedo su cosa i due si stiano confrontando …: segreti amorosi, “questioni di feeling” cocciantiane o, piuttosto, PIANI DI CONQUISTA DELL’INTERO QUARTIERE BAINSIZZA?!
sembro decisamente inerromperli quando penso bene di ricordargli la mia presenza … essi si voltano verso di me, scocciati, al mio richiamo e …
CON UN RAPIDO SGUARDO SUPER-EROICO MI DISINTEGRANO!

“fine della pittura del teatrino!” penso io

e, in silenzio, scompaio … FULMINATA DAI SUPEREROI.

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* N.B.: gli effetti luminosi esibiti nella foto non sono opera di montaggio, ma diretta manifestazione dei potere supereroico dei felini del quartiere, capitanati dalla dolce nina, bellezza magnetica, leader stratosferica, capitana carismatica, ma non-assolutistica (invero, neppure demagogica!).

stimolata dal caro nicola, nonché succube di una mia stessa, logorroica,
auto-discussione, cito un parolar prezioso:

venite, polcel’ amorosi

venite, porcel’ [*] amorosi,
madona, vinit a la dansa,
mostrati la vostr’alegranza
sì como vu siti zoiosi.

venite polzel’ a balare,
fazando la rota venir:
la zent fariti alegrari;
mostrati lo vostro savie.
[……]

Doni, donzelli, gardati
che ven l’alegra stason:
venite, la dansa balati,
far lo devit per radon!
[…….]

Dansa de grande valore,
van’ a quel’alta donzella:
SALUA LA FLOR DEL LI FLORI,
CHE VEGN’A LA DANSA NOVELA;
e be’ lo dé far per so onore,
quella resplendente stella.
POI CH’EL’E’ FLOR D’OGNE BELLA,
PER DE’, NO SEN FAZA PRIGARI:
VEGN’A LA ROT’A BALARI
DA TUTA ZENT DESIDROSI!

[*] in cui “polcel’ ” indicherebbe le care “pulzelle” … che tutti noi desideriamo “danzanti”!!
ringrazio la preziosa poesia popolare del duecento, chi me la fece conoscere, e la cara danza, così innata, e sempre, nei secoli, acclamata!
la danza femminile è un tema caro … le movenze femminili dovrebbero, quantunque, sempre ricordarla …
peccato che la mia fisicità, e le mia goffa castroneria, spesso me lo impediscano!!
oh, gosh!
DESIDERO DANZARE CON GRAZIA!!
forse la cara nina può insegnarmi …
così giovane, eppur così graziosa ed elegante!!

grazie lettori, per la rinnovata pazienza!

“Giornalino mio, sono nella massima disperazione, e mentre sto qui chiuso nella mia cameretta non ho altro conforto che di confidare a te tutta la mia angoscia!”

disse il nostro caro giannino, confidandosi con la preziosa, intonsa carta, del suo celeberrimo giornalino.
caro il nostro gian … d’altra parte, che colpa ne aveva lui! …
“se il Collalto fosse stato meno pauroso, tutti avrebbero preso per il suo verso senza fare tanto baccano …”

Una girandola attaccata al frac … nel giorno del tuo stesso, proprio-tuo, matrimonio, che sarà mai, caro giannino?!
nada de nada … giusto some little explosions!!

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la chiusa della giornata è però piuttosto fenomenale, nonché rappresentativa …
“Purtroppo, però, le buone intenzioni dei ragazzi non sono mai riconosciute, ed eccomi qui in prigione, VITTIMA INNOCENTE DELLE ESAGERAZIONI DELLE PERSONE GRANDI, condannato, a pane e acqua, …”
scusate il deliberato citazionismo, ma coinvolgo in nostro giannino nell’esplicitazione della poetica del blog, gridando, tra una girandola luminescente, ed un petardo inesploso …
ABBASSO CHI SI PRENDE TROPPO SUL SERIO!!
abbasso questi adulti seriosi che in realtà, come dimostra anche il Collalto, sono solo impauriti, tesi come delle molle, e pronti a schizzare!!
viava giannino stoppani, che dichiaramo eroe cittadino, vittima delle conseguenze delle sue (divergenti, nonché divertenti) azioni …
per questo da noi ulteriormente, inestimabilmente, amato!!

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PLEASE, FATELO LEGGERE AI VOSTRI FIGLIUOLI!!

“…il testo, come ogni disegno, è stato rivisitato, corretto e completato, pur cercando di non alterarne la schietta semplicità originale, dal sottoscritto che lo dedica ai ragazzi d’Italia …
PERCHE’ LO FACCIANO LEGGERE AI LORO GENITORI!”

Vamba

* La scelta delle immagini in bianco e nero vuole rimandare il lettore a immaginari di letture antiche, care alla propria gioventù …
il consiglio è però quello chi replicare [sull’onda del nostro prezioso capofila gian b.], imminentemente, incresciosamente, qualsiasi situazione folle e sconsiderata che le stesse immagini e le parole ci suggeriscono [dare calci con scarponi a punta ai bambini è rigorosamente escluso, of course!!]…
il tutto rispettando il nostro dichiarato amore per cose, persone, animali e piante, ma, innevato di una buona dose di follia, … e libertà espressiva!!
[attendo news sui vostri capolavori performativi … prendetela come una sfida!!]

benritrovati, miei pazienti lettori!
“pazienti” nel senso vero e proprio del termine, ovvero dolenti, afflitti dal centellinare della difficoltosa opera di interpretazione filologica che richiede il mio scritto …
ieri stesso, per motivi, ahimè, lavorativi, mi ritrovai, ad esempio, con una cara collega [cara poiché da tempo compagna di avventure, cara poiché, come me, psicosomaticamente cancerina, … cara perché riusciamo, anche sul lavoro (o almeno lo spero, e comunque, da parte mia, si), a rimanerci care] a rileggere un capitolo che accozzammo insieme last year e che si colloca in una pubblicazione che [udite bene!] troverà collocazione [ebbene si …] a scaffale, that means in vendita!!
ammazza … cioè, il nostro capitolo sta per andare infine in stampa e noi, nel rileggerlo, ci accorgiamo del marasma magmatico punteggiaturiforme e parentesistico di cui lo avevamo costellato!!
haimè, questa è sicuramente opera mia!! NO DOUBT!!
vabè, dai, ci sarà di peggio …
la realtà è che, … in realtà, tu pensi di non stare pensando a niente, ma poi, quando scrivi, i pensieri saltano tutti improvvisamente fuori, ESPLODONO, e tu, con i tuoi inesperti-di-tastiera- polpastrelli, non riesci a stare dietro a quegli sfreccianti pensieri … ti saettano intorno!qualcuno lo schivi, qualcuno lo acchiappi bene, … nel frattempo gli altri ti centrano [non sempre è piacevole!] everywhere!!
la nina comincia a preoccuparsi di questo mio ebefrenico dimenarmi tra sgabello e tastiera [nel frattempo sto anche cercando di appendere un paio di scarpe, come mi hanno di recente insegnato*, ai cavi della corrente dirimpetto il mio davanzale, … tanto per non sentirmi troppo statica …], e approfitta della mia distrazione per addentare un mio paio di calze dallo stendono e trascinarlo per tutta la casa …[fortuna che almeno lei passa lo straccio per terra … se il pavimento aspettasse me … gosh!]
OMMAMMAMIA-MI-SONO-PERSA!
scusate, non ricordo più cosa volevo scrivere … […è successo ancora!]
la nina mi dice: “prova a rileggere il titolo, stordita, vedrai che ti tornerà in mente!”
ha ragione …, ma per allontanare quell’aria di supponente superiorità da quel suo bel musetto baffuto … le lancio qualche tappino, così si allontana, impazzita, lanciandosi, come un morbido razzetto peloso, per afferrarlo al volo …
ah, se non ci fosse la mia nina!!
lei si che è un piccolo batuffolino affettuoso che mi attende, con la coda dritta e il naso in sù, sullo zerbino … e che, quando torno da una giornata di lavoro … mi accoglie sulla porta con un enorme sbadiglio-fagogita-aria … quasi a dirmi: “ciao, mami! ma dove sei stata?! sai io, nel frattempo, mi sono fatta una bella dormitina! sono stata bene oggi, nella casina dei tatéini!” … e attenuare così i miei fortissimi sensi di colpa per quando la lascio troppo ore in casa da sola …
e allora ci abbracciamo, ci coccoliamo, e pomiciamo un po’ sul lettone …
ops, scusate … forse questa immagine della pomiciata post-work con la nina non è poi così gradevole per gli spettatori/lettori…
perdonate l’ntusiasmo materno nei confonti della pelosa bestiola …
tornando a noi, beh, che volevo dire?!
ah, beh, sicuramente salutarvi e ringraziarvi per essere ancora qui, … e poi comunicarvi semplicemente che
SE IL LAVORO CERCA DI RISUCCHIARMI
… io scivolerò come una saponetta bagnata,
o come un’oliva verde intera che schizza via dall’appuntita forchetta …

si, miei cari lettori,
così io mi libererò
e il tempo, ed i pensieri,
per voi troverò.

* [si legga ben]