transitando con la mia auto, canterina as usual, l’ho visto,
mentre percorreva a piedi il suo tracciato, camminadomi incontro, sul marciapiede, accarezzando con i passi la linea gialla dell’asfalto…

quasi una mano invisibile volesse fargli un improvviso scherzo,
il cappello a tesa vola giù, all’indietro …
egli improvvisa un disarticolato gesto per riacchiapparlo al volo … e riesce …
se lo ri-innesta sul cranio e riparte, un piede dopo l’altro, verso la preziosa destinazione di sempre …

cappelli che volano
preziosi soffi di vento improvvisi
ci fanno sorridere, alla guida
.

soffiate, soffiate, soffiate!!

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