ciao a tutti e ben trovati ..

i discorsi qui si fanno seri, perché si affrontano teorie prossime alle neuroscienze, nonché alla pedagogia più sfrenata ed inesplorata …

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in seguito ad aggiornamenti riguardanti la variabile internet (che da metà anni novanta si è rapidamente diffusa), sull’esplosione del touch e sulla necessità che, finalmente, LA DIREZIONE EDUCATIVA VADA NELLA DIREZIONE DI TENER DENTRO TUTTE QUESTE COSE …

mi chiedevo … vi sentite, voi, parte di una cittadinanza digitale e condivisa?!
ovvero, parliamo di media, e addirittura di piattaforme, … possiamo dire che questa “virtual dimension”, altrimenti detto lo-spazio-in-cui-ci-incontriamo (e dialoghiamo, e ci confrontiamo, in preziosi scambi), in realtà non esista?!
ne siamo consci?!
intrappolati tra più realtà, valutiamo che questo sia un dramma o una risorsa?!

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io e la nina crediamo che [si dia inizio al manifesto], ogni qualvolta l’essere vivente (umano o micio), si confronta su se stesso, accettando come proprie le proprie estensioni (d’altra parte, da se stesso create), … sia tutto di guadagnato …!!
guadagnato con onestà e consapevolezza di sé, si intende …
chi scrive è sempre stato, storicamente, pieno di ritrosia per il futuro e per i suoi nuovi ed intricati mezzi, nonché gonfio di smisurato senso di malinconia e di impossibilità-del-ritorno-del-passato, ma che dire …
ogni possibile estensione di sé è una possibilità aggiunta, quindi diciamo, sempre e comunque, GRAZIE!!
a questa proto-consapevolezza-ringraziamento giunti, …
vorremmo sottolineare come ogni strumento che permetta l’espressione del sé (in qualsiasi sua molteplice e contorta forma) e, soprattutto, la ricezione dell’altro da sé, è, in ogni epoca, luogo e destinazione, SALVIFICA!!
vorrei quindi ringraziare, da parte mia e di nina (che, dopo avere scalato un paio di alberi, si riposa sulle mie gambettone, mentre scrivo …), tutti voi, cittadini digitali e virtuali, per il vostro ascolto e comprensione, per le vostre estensioni che, così preziose, hanno saputo raggiungermi …

contro il determinismo genetico, affidiamoci ad una sana flessibilità (e alla voglia di scoperta del sé e dell’altro!!!!)
se il touch può contribuire al risorgere dell’esperienza estetica (termine in chiara contrapposizione con il termine “anestetico/anestesia), citando baumgarten … non diciamo ovviamente SI!!
se uscire dal mero visivo, dal quadro, dal lascito gutemberghiano può essere affidato alle nuove tecnologie … noi diciamo si!!
VIVA LA DELOCALIZZAZIONE E LA MOLTEPLICITA’ DEL SE’!!

UN MONDO PIU’ ODORI, PIU’ SUONI, PIU’ SAPORI, PIU’ MORBIDI-E-DURI, !!

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se le neuroscienze fossero in front of me, direi loro: “viva la plasticità neurale, e abbasso le esposizioni al rosso di poveri gattini indifesi!!”

[end of manifesto]

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