bentrovati, amici lettori!
vi sarete ormai abbronzati alla luce dello schermo!
io indosso occhiali da sole per sentirmi ad honolulu (con mago merlino, ovvio) …
stasera, vi avviso, faccio un po’ schifo … si può scrivere “schifo” on line?!
mah … comunque faccio quello … sono da sola per una sera in casa [mai da sola, ovviamente il felino è al mio fianco che si interroga sul funzionamento dei tasti, as usual …] … da sola poi per poco, perché nel post-doccia (i need it, in particular my feet … they absolutely need a regenerating shower!!) esco, a caccia di nuovi amici, nuove relazioni e nuove empatie, [che renderanno la mia giornata di domani notevolmente migliore] … mi sono un pò persa con tutti questi incisi parentesizzati … immagino anche voi, scusate … comunque …
niente, sola in casa, mi sento addosso una freedom pazzesca … decido quindi di inerpicarmi, ancora una volta, sulla mia scrana e di inserimi nella postazione di decollo verbale tanto amata …ovvero qui!! exactly in front of you: the reader!!
ho fatto incetta al supermercato di birre di bassa lega e patatozze grigliate … la nina (l’allungantesi felino) cerca di infilarsi nel sacchettone bsunto, ma io la sfido, allontanandola … e lei replica, vincente, rovesciando la latta di birra con una pinnata della sottile coda …
ha vinto ancora lei, che piccolo mito tigrato …!!
le lancio un tappino e lei me lo riporta, ben inserito tra le fauci, quasi a dirmi: “chè, molleresti per cortesia quel marchingegno meccanico luminoso e ti metteresti a giocare con me, please?! mi ritireresti gentilmente il tappino, così mi faccio una corsettina autistica e poi te lo riporto subito?! grazie!” …
io mi sciolgo di tenerezza al pensiero della sua intelligenza acutissima nonostante i suoi esili e leggiadri soli tre mesi di età e comincio a congetturere per lei iscrizioni universitarie o comunque presso scuole superiori di alto borgo …
ma basta! non devo lasciarmi distrarre da questo irresistibile mammiferino peloso e profumato … !!
torniamo a noi …
insomma, stasera non avevo proprio un granché da dire, on this page, ma avevo un’impellente, assalente voglia di DIRE!
so che mi capirete, perché anche voi siete un po’ come me … (anche se io sono sicuramente più logorroica, fidatevi!!)
sapere che c’è una pagina vuota che ci aspetta ci rende bramosi di riempirla!
questo desiderio è pericoloso, difficile da gestire nell’era del mordi-e-fuggi, nell’epoca di non-c’è-mai-tempo-per-fare-niente-perchè-bisogna-essere-velocissimi-a-fare-tutto!
mai il tempo di sostare sulle cose …!!
ma che vita è …
E INVECE NO! … FREGATI!
questa pagina vuota ci chiede di essere riempita con attenzione, pretende che le dedichiamo del tempo prezioso, che la accarezziamo con delicatezza, accompagnandola fino alla fine del nostro pensiero … pensiero anche per noi fumoso, che si rende più chiaro, anche (e soprattutto) a noi stessi, nel dipanarsi delle parole attraverso la pagina …
dico io, forse è quasi terapeutico!
forse è proprio l’equivalente di quando, dopo le giovanili discussioni familiari, ci rinchiudevamo nella stanza e davamo sfogo all’impeto nervoso attraverso la matita, i colori e l’acqua rovesciata sulle forme appena disegnate, quasi a volere dilavare il tutto [ne sa qualcosa il parchè … è un pochetto imbarcato, sai com’è!!] !!
vabè, avevo necessità di dirvi, … la necessità di comunicare per me è impellente come la brama di acqua limpida in cui galleggiare … come il desiderio della nina per i suoi tappini …
un giorno, quando avrò più tempo, vi racconterò dei pori della felicità, ovvero di come il nostro tessuto cutaneo, lievemente bucherellato, possa permeare, accogliere e trasmettere gioia e conoscenza sul mondo (sui mondi …) …
ma questa è un’altra storia … per ora devo lasciarvi con l’amaro in bocca, in questa assurda puntata di write needing, che non porta da nessuna parte, ma che almeno ci svuota di un po’ di tensione …

” … come devono sentirsi a posto e d’accordo con tutto e con tutti! Dev’essere bello … ma io, invece, cos’ho, e come andrà a finire?
si interrogò tonio kroger, pensando a tutti gli hans e le inge, biondi e felici, che lui tanto amava ..

” … perché nel paese delle pulcette, come in tutti gli altri paesi del mondo, non si può scegliere: si nasce come si nasce, uno diverso dall’altro
rispose beatrice a., in un saggio libro per bambini …

e le pulcette fecero festa!

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