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questo post potrebbe avere un po’ il sapore del celeberrimo la finestra sul cortile, e film limitrofi, ma è uno dei miei last trip vacanzieri (da lunedì si ricomincia a lavorare -gosh!-, non so se troverò il tempo per tutto queste speculazioni digitali …)

la vicenda è presto detta … un paio di anni fa, io e il mio assiduo compare di vita (il tateino), incontrammo on holiday questo gruppetto di imberbi ragazzetti riminesi con cui stringemmo subito amicizia … e bevemmo vino e mangiammo cozze, lasciandoci avvolgere da una spirale di pura e felicissima amicizia, durata ahimè, meno di dieci giorni, ma veramente veramente fantasticamente intensa … essi sembravano la versione maschile di piccole donne moltiplicatesi, per l’occasione, in sei … ognuno con le proprie peculiarità (i riccioli biondi, i rasta eburnei, o la coccia pelata), e qualcuno pure con qualche relazione intestina non meglio chiarita agli altri e a se stessi …
insomma, per farla breve,
ci volemmo tutti intensamente molto bene!!!!
ci scambiammo quindi i recapiti telefonici e mailistici (nel frattempo io piangevo come una fontana sgozzata all’idea dell’imminente abbandono e legavo fiori di tulle colorati ai loro specchietti retrovisori, in modo che essi non si potessero scordare mai di me) ….
qui le premesse della vicenda … salvo i loro numeri sul cellulare e mi godo, con tatéin, gli ultimi giorni di vacanza a tennent’s, stravecchi e nuotate …
l’episodio procede quando, a distanza di quasi due anni, il suddetto compagno della vita mi regala un telefono super-touch e la vicina di casa (detta anche ragazzina di undici anni supertelogica e nativa digitale, che per privacy chiameremo semplicemente “j”), ci esplica tutte le funzioni fichissime e low cost dell’applicazione WhatsApp
ag provòm subèt!
ecco, ci siamo, la phone-dipendenza è quasi alle porte, poiché questo giochino permette di sbizzarrirsi con l’inventiva attivando gruppi, registrando suoni e inviando in diretta, e gratis, video e foto assurdissime!! insomma, la mia fantacretineria può finalmente iperattivarsi e galleggiare abilmente nell’etere …
ok … qui succede che tutti i numeri che tu hai in rubrica, i cui proprietari hanno aderito alla suddetta fanta-applicazione, appaiono, miracolosamente, insieme a immagini e dialoghi talvolta assolutamente discutibili …
e qui inizia l’inghippo …
APPAIONOTUTTIINUMERIDELLAVORO!! ommerda!!
ok, presto risolto, mettiamo nel profilo delle foto pressoché non troppo freak e nello status qualcosa di proto-intelligente, o quanto meno scritto in una qualche lingua incomprensibile (elfico, suomi e via dicendo …) e la questione dei “contatti di lavoro su WhatsApp” è presto risolta … o insomma, và po’ bèin aksè!
la cosa invece più divertente, avvincente, ed inaspettata è che vedi comparire nuovi volti … scorri libinosamente il dito sul fanta-sliding-galaxy-schermo e …volti nuovi!!
VOLTI NUOVI ??!!
il volto nuovo in questione compare sotto il nome (ovviamente i nomi sono frutto di pura invenzione, ci teniamo a tutelare tutti gli attori di questa, assolutamente non singolare, vicenda)…
“FLASH”
ma come?! insooma, mi dico io?! ma “flash” non era quel ragazzetto pelosetto con tanto-di-rasta-lunghi-fino-al-sedere che conoscemmo quell’anno in vacanza e di cui registrai il numero di telefono in un mare di lacrime, alla dipartita dal campeggio?!
come poteva essersi trasformato in quella bella ragazziona sorridente che compariva or ora, e mi fissava, al di là dello sliding-schermo?!
che il nostro villoso amico si fosse trasformato in questa graziosa donzella?!
eh, no, la spiegazione è molto più semplice semplice: le numerose tennent’s avevano in realtà agito consapevolmente, e per tempo, per far sì che questo (altrimenti impossibile) incontro, potesse avvenire.
semplice: ho registrato “flash” con un numero sbagliato e ora mi trovo faccia a faccia con questa ragazzina troppo carina, CHE GIA’ ADOROOOO!!
lei aggiorna le foto, transitano veloci gli scatti e … io inizio a fantasticare sulla vita di questa giovincella, su quelli che sono i suoi amici, la bionda dall’atteggiamento strafottente e il ricciolino bruno dall’occhio nero … tutti  sempre in costume o felpetta, con il fondale marittimo e vacanziero …
non so se questo spionaggio fantasticherifero sia illegale, ma non credo … foto e parole viaggiano nell’etere a velocità oramai allucinanate (e allucinata), e le destinazioni a volte si confondono…
gli imprevisti e le sviste sono spesso fruttiferi …
ho già una storia per lei, per little-smiling-“flash”, ho già in mente molte avventure, e svariati amori per la mia prediletta…
archivio le sue immagini e sogno, insieme a lei, aspettando l’autunno …

bentrovati amicici!
mi siete molto mancati!
mi è mancata questa necessità di dialogare con nessuno (un luminoso, inodore schermo) e con tutti (voi!!)…
queso strano anno è forse veramente di transizione … forse veramente di maggiore consapevolezza ed astrazione …
di maggiore serenità… di maggiore piacere, tratto dal tentativo (forse finalmente riuscito) di dare quiete a questa mia sorridente (finti sorrisi, talvolta!), ansia dell’essere, dell’essere giusti e dell’esser IN TEMPO!
questa questione del tempo mi fa impazzire, mi fa veramente stridere lo stomaco ogni volta che penso che NON TUTTO IL TEMPO CI E’ DATO
non ci è dato … e qui non sono patetismi, non ci sono modi di dire o di fare che possano alleviare questa indomita sensazione di non fare mai in tempo, DINON AVERNEMAIABBASTANZAPERAVERNEUNPO’DITUTTOOOOO!!
che fatica, che resistenza, eppure si può..
sto cercando di declinare quella vena malinconica ((sensibilmente riconosciuta dall’acuto matteomeloni) per tramutarla in qualcosa di più significato, di più prezioso, di più utile
-per me e per tutti-
vi chiedo di collaborare consistentemente a questa possibilità di gioia comune….
di non arrendervi all’asfalto e all’orologio,
di essere insieme, anche se distanti … o anche se solo virtuali.
i mezzi di comunicazione sono direttamente proporzionali -e adeguati- all’ara che li crea!
non siamo quindi così scettici e viviamoli, se possibile, nel pieno delle loro possibilità, delle loro affinità
uaaaaaauuuuuuu (direbbe il tammo, vestito da donna)…
beh, se qualcuno di voi, miei preziosi lettori, ha avuto il coraggio di giungere alla fine di questo delirio post-melanconico, ma neo-propostivo…
sappiate che quest’anno, i tateini (ovvero, la teteina, e quell’ometto/bambino con la felpa/ma anche uomo maturo/che raccoglie in sé un’indomita rabbia/con cui in vorrei in eterno vivere/che mi crea ogni momento la paura di non potere più essere con lui/tanto che di notte o di mattina spesso controllo ancora che ancora respiri/nonostante spesso vorrei cambiarlo e lo correggo sempre) sono rimasti a casa dalle così tanto desiderate vacanze perché hanno deciso di raccogliere, e accogliere, una piccola mimina abbandonata nella siepe del bar…due mesi e otto etti di desiderio di seguire i miei sgarletti fino a casa…
è qui con me, che ronfa (trattorino bello) di fianco alla tastiera!!
e nessuno desidererebbe nessuna vacanza nel lasciarla sola!
e così ninetta si spiega … si spiegano le due pigne rosa e le lunghe speranti attese …
e la vissuta nonna che sogna le due gemelline …
sei, mia, ninetta, sei mia!
e io sono tua!
noi, siamo tuoi!
un bes a tutti i lettori che sono riusciti a giungere a questo punto della tormentata lettura
di incasellate parole!
buuurp to youuu!!!!

che soddisfazione … attendere l’alba in pieno centro storico!
continuare a sbevazzare, a dire cianfrusaglie, creare ipotesi di orgazzazioni di grandi eventi di book crossing, organizzare, dirsi, progettare, … come se in quella stessa notte, andando all’alba del giorno dopo, si dovesse organizzare tutto, tutto il possibile progettabile organizzabile…
perché poi, appena sarebbe giunta la luce, tutto sarebbe scoppiato via in un BLUP, come una bolla dalle iridescenti pareti sottili …
quindi in fretta dire, fare, creare, essere nuovo fantastico gruppo, legato e legante di se stesso.
darsi appuntamento all’alba in quello stesso posto … senza mai però andarsene e stare quindi sempre, direttamente, logorroicamente LI’.
il cambio della guardia al bar, raccolgono le sedie e si turnano i baristi, puliscono, lenti, il piccolo locale desueto …
attendere l’alba, come una volta al mare, in spiaggia, per increspare, con le propire braccia, in sinuoso moto, la linea liscia ed oleosa dell’acqua, vergine.
attendere il domani tra gli edifici storici, gli archi ed i broletti, già intrisi dei mangerecci profumi del giorno dopo …
che piacere …
maledetto chi si lamenta e odia la città, non sapendo viverla!!
accidiosi, invidiosi di sa scoprire il bello ovunque si trova … la magia, la magia dell’attesa e dell’arrivo …
QUEEL’ESATTO PUNTO MAGICO
la bici si trascina, stanca, nelle braccia dei trascinatori, euforici …
le sigarette attendono, nel pacchetto, chiuse nella macchinetta, che qualcuno superi l’irto test d’intelligenza e riesca finalmente a farle cadere, soddisfatte, per essere infine aspirate, e consumate.
ma le pareti della bolla si restringono, lentamente scompaiono …
il crocchio si saluta, malinconico, nella piazza, sotto lo sguardo complice della torre del bordello, e attraversa le diverse direzioni della città, tornando nelle proprie case, il volto nei primi fiotti di sole, i capelli che leggermente brillano alla prima luce…
finisce l’attimo magico, ma la sensazione è fresca ancora, dentro di noi, e la coltiviamo, calda.
dolce è assopirsi nella luce del mattino, la pala che smuove il vento, in attesa della diurna calura estiva.
mi sveglio, quasi non riesco ad alzarmi dall’appiccicoso divano, ma presto -gli occhi ancora crepati- salgo sull’ormai riposata bicicletta e riparto, fulminea.
meta quel bar.
sto arrivando, sto arrivando, sono qui!
non sono mai andata via!

infilo rapida la bici nelle aste metalliche, tocco.
sono sola.
dolce è il ricordo dell’appuntamento mancato.
già sveglia rivive la città, assuefatta ad un nuovo sole.