desiderio folle di rileggere visioni di cody, a distanza ormai di mille anni, dopo avere assistito alla scoordinata lettura keruakiana di uno psicopatico teatrante/narrante presso i locali musei.
rileggere le care ardenti parole ad inchiostro immersa nel giallo dei grani (purtroppo ormai in gran parte tagliati, raccolti e “appallottolati” nei campi, quasi a scrivere codici segnaletici, visibili solo dall’alto, alla ricerca di un’ormai insperato contatto …) del felice campo dietro casa, nei pressi nel mio albero favorito, i cui frutti ho ià mangiato, buonissimi, acerbi.
desiderio di fresche birre che sgorgano insieme ai fiumi di parole della lettura, il profumo delle pagine di biblioteca, l’appiccicoso insettare intorno a me … qualche sporcizia indolentemente lasciata … i passanti lontani …
ahhhh
purtroppo ho però appena (mannaggia!) acquistato un altro autore, dopo i primi istanti di horror vacui in libreria … oddio quante pagine, quanta profumata carta, quanti inediti legami tra le parole, …. che fare?!
il tempo della lattura è ormai troppo prezioso …
così, vai sul sicuro, scelsi un autore direi in discreta antitesi con l’ormai rimpianto jack … estrassi dallo scaffale e mi affrettai a pagare alla cassa (gelosa, il libro intrecciato tra le braccia), un testo di racconti del già noto, e anzitempo adorato, sfogliato, riletto ribaltato, friedrich d. … che addirittura sostiene, nel retro di copertina, come “il solo modo di superare il conflitto [sia] viverlo” …  j’adore!!
CHE FARE?! (e a rida’jete col dissidio canceriano!)
provo con il vecchio friedrich d., che non delude …
la stada è giusta?!
il grano è calmo, ma le cicale, intancabili, scricchiolano e fremono
dissidio interrompe il respiro, vedo il da farsi.
abbandono la scelta
pulisco casa, attonita
goa gil (1951!) si spande nell’aria

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